L’immigrazione è fondamentale alla crescita di uno Stato, soprattutto quando, per naturale evoluzione sociale, calano le nascite.
Gli immigrati sono necessari per due motivi: fanno figli, quindi aumentano la popolazione giovane; svolgono lavori umili, tutti quei lavori a cui le persone non ambiscono.
Se venissero remigrati tutti gli immigrati irregolari, allora chi coltiverebbe i pomodori? Di certo non i figli dei politici. Chi farebbe figli? Di certo non le famiglie che a stento si permettono di vivere in due.
Chi lavora onestamente e fa famiglia, da ricchezza sia in denaro sia sociale al paese, e si merita di stare qui molto di più di coloro che non lavorano e non cercano di metter su famiglia. Devono tassativamente avere migliori condizioni lavorative, perché aiutano il paese a crescere e devono essere aiutati in ogni modo possibile.
E questo vuol dire anche dare documenti e riconoscere come italiani i loro figli nati sul suolo italiano, che saranno la forza lavoro e la forza sociale della prossima generazione.
Anche qualora venissero remigrati tutti gli “immigrati” che non si integrano, anche quelli di seconda o terza generazione, che bene ne trarremmo noi cittadini? Sì, magari vedremmo qualche maranza in meno, ma per il resto la vita peggiorerebbe: perderemo centinaia di giovani, tantissimi contributi, con una perdita di soldi e patrimonio sociale immane. C’è anche da dire che anche chi prometta di risolvere il problema, è anche il primo che ha interesse che il problema peggiori, al fine di potersi fare rieleggere.
Ora, chi delinque è un’altra storia. Se vieni nel nostro paese solo per commettere reati, comportarti in maniera maleducata, causare problemi alla popolazione civile, allora lì sì che non hai nessun diritto di restare. Meriti di andartene, perché non solo hai dimostrato di non essere capace di rimanere, ma porti nel fango tutta la tua categoria che invece in molti casi porta bene al paese.
In sostanza, migliori condizioni per chi lavora e via a calci in culo chi compie crimini.